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metamorphosen_ELEGIE
Data
Settembre 2025
Luogo
Fondazione Teatro Fraschini
La tenacia dell’umanità e della speranza prende vita in una terra desolata che accompagna visivamente le Metamorphosen di Richard Strauss. Questo concerto, scritto in un periodo di grande sofferenza, è spesso interpretato come una dichiarazione di lutto per la distruzione della Germania durante la Seconda Guerra Mondiale, in particolare per il devastante bombardamento di Monaco.
La coreografia approfondisce il tema della consapevolezza contemporanea e la difficoltà delle persone a distinguere cosa è bene e cosa è male, assieme all’incapacità di riconoscere i processi automatici che caratterizzano, in maniera inquietante, il nostro tempo. Metamorphosen diventa così un monumento musicale alla cultura e alla speranza, un segno di resilienza di fronte alla devastazione.
In scena si riflette il contrasto tra automi e tentativi di fuga, immagine di un’umanità che fatica a orientarsi in un presente sempre più caotico e assurdo.
Forse l’unica risposta non è la consolazione, ma la ricerca instancabile: approfondire, resistere, continuare a custodire. Custodire la memoria. In attesa che la guerra, che ancora accompagna il nostro mondo da ormai molto tempo, lasci spazio, finalmente, a un po’ di luce.
Tra le parole che hanno accompagnato il mio lavoro, quelle di Hannah Arendt:
«Il più radicale dei mali è quello che non si riconosce come male.»

